I 7 errori che un self-publisher non deve commettere

17/12/2012 § 10 commenti

Nel web oggi, vi si possono raccogliere numerosissime informazioni sul self-publishing: blog, forum, gruppi, libri. Tutte fonti in grado di formare l’autore e farlo divenire un vero specialista del settore. Tuttavia, ci ritroviamo molto spesso autori che effettuano ripetuti errori che invece dovrebbero e potrebbero essere evitati. Vediamo i più comuni:

  1. Prefissarsi degli obiettivi irrealistici. Sebbene il web parli molto spesso di recenti storie di successo, probabilmente non tutti potranno diventare ricchi dalla pubblicazione della propria opera. Così come non tutti venderanno milioni di copie del proprio libro. Basta tenere in mente che un libro che vende circa 10.000 copie, sia che sia auto-pubblicato che per via tradizionale, è generalmente considerato essere un “successo”. Un’altra cosa che molti autori credono è che pubblicare il proprio libro, renderlo pubblico, è come registrare vendite; rifiutano così di realizzare una chiaro piano di attività di marketing e promozione che invece li permetterebbe di essere guidati passo dopo passo in una to-do list ben pianificata. “La cosa più difficile per i self-publisher, non è scrivere, ma fare attività di marketing” Guy Kawasaki.
  2. Non pensare al marketing prima che il libro sia pubblicato. Questa è una cosa molto importante. Sappiamo tutti quanto sia difficile scrivere un libro, quanto gli autori si facciano prendere dalla stesura prima di pensare allo step successivo, l’unico in grado di rendere possibile il raggiungimento al proprio pubblico. Moltissimi autori hanno pubblicato il proprio libro e dopo mesi hanno registrato pochissime vendite. La ragione sta proprio nella mancanza di un piano di marketing ben delineato e personalizzato. Non è mai troppo presto per pensare al marketing e alla promozione del proprio libro e devi assolutamente averlo prima della pubblicazione della tua ultima opera.
  3. Non conoscere il proprio pubblico di riferimento. Nonostante i propri libri abbiano una potenzialità di diffusione molto ampia, non si può pensare che ogni utente sia interessato al tuo libro e che lo legga. Ogni autore dovrebbe chiedersi cosa offre di unico rispetto alla concorrenza e concentrarsi su questi punti di forza per raggiungere un’utenza targetizzata.
  4. Pensare che si può fare tutto da se. Puoi farlo, ma alla fine il risultato è qualcosa di tipo amatoriale con numerosi errori. Anche il più bravo scrittore ha bisogno di un bravo editor. Così come, a meno che tu non sia un ottimo designer, non puoi pensare di auto-disegnarti la tua copertina. Molto spesso ci riscontriamo con autori che hanno auto-disegnato la propria copertina o si son serviti di un familiare per farla. Il risultato, non è per niente soddisfacente. I Self-Publisher oggi iniziare a vedersi e a pensare come un’impresa: sviluppare un network di collaboratori professionisti, anche freelance, che siano in grado di rendere presentabile, almeno esteticamente il proprio libro. I gruppi e i social, oggi, sono un’ottima fonte di informazioni di vario tipo, non dimenticate che potete farvi consigliare dei collaboratori dai vostri colleghi che già se ne avvalgono.
  5. Essere restii alla revisione delle opere. Le revisioni dei libri sono una parte essenziale dei piani di promozioni perciò non si può fare a meno di passare da questo step. Mettete in previsione un budget per questo scopo nel vostro piano di marketing.
  6. Non guardare il self-publishing come un business. Una volta che gli autori hanno deciso di auto-pubblicarsi, devono diventare imprenditori e non pensare più a se stessi come semplici scrittori.
  7. Vendere solo il proprio libro. Uno degli errori più frequenti è quello di ricoprire tutti i maggiori social network e gruppi di spam con link per la vendita delle proprie opere. Errore gravissimo. Il Self-publisher deve imparare a vendere se stesso, presentarsi davanti agli utenti come semplice appassionato del mondo letterario. Il lettore dovrà essere incuriosito autonomamente dal libro scritto dall’autore tanto di essere portato all’acquisto autonomamente.
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§ 10 risposte a I 7 errori che un self-publisher non deve commettere

  • Martina scrive:

    Ottimo articolo. Per me il punto 3: non conoscere il proprio pubblico di riferimento e’ forse il piu’ difficile. Ho scritto anche un articolo blog a riguardo. E’ chiaro che il nostro libro non puo’ piacere a tutti, ma come si fa ad identificare i lettori a cui potrebbe piacere?

    • bookolico scrive:

      Ottima domanda, se riuscissi a rispondere, probabilmente avresti superato uno degli ostacoli maggiori! Noi consigliamo di partire da macro aree, inizia con individuare il genere esatto del libro che hai scritto. Capito quello scendi sempre più nel dettaglio… un po’ come entrare ogni volta in un cerchio sempre più piccolo. Definito il genere del libro (cosa che non sempre è scontata per gli autori) prova a trovare online dei forum, dei blog, dei gruppi nei social network che amano il genere. Fatto questo inizia a scendere ancora più nel dettaglio. Fatti conoscere, senza farti pubblicità, fatti conoscere per la persona che sei, per le tue passioni e per i tuoi interessi, quando avrai instaurato un rapporto ed avrai conosciuto i lettori, chiedi a qualcuno di leggere il tuo libro, fatti dare dei consigli. Loro saranno un ottimo prototipo dei lettori che possono essere interessati ai tuoi scritti. Un altro consiglio: prova google adwords.

      Fai esperimenti e prova a sponsorizzare il tuo libro all’interno di google. Utilizzalo per capire che tipo di persone sono interessate alle tue opere. Infine, utilizza servizi come google ed il servizio di vendita di Bookolico per tenere traccia delle statistiche. Ad esempio, numero di acquisti su numero di click al libro ad esempio. Questo potrebbe farti capire quanto migliorare l’impatto del tuo libro sul pubblico. Raccogli pareri e scendi sempre più nel dettaglio fino ad aver trovato il tuo pubblico taghet. Quello sarà l’inizio di un’ottima carriera ;)

  • Martina scrive:

    Ottime dritte. grazie per i consigli :-)

  • thedarkmaster scrive:

    non capisco il tuo punto di vista sul punto 7. Intendi che è un errore ricoprire i gruppi di spam con i link alla VENDITA del proprio libro o anche alla presentazione del libro? Un libro non si vende senza marketing, prima parli del marketing e poi dici che non bisogna farlo (non bisogna spammare nei gruppi), quindi, forse c’è qualcosa di poco chiaro.

    • Martina scrive:

      Spammare coi link del proprio libro non da’ necessariamente i risultati desiderati. Se come lettore appartengo a un gruppo di lettori su Facebook per esempio, e vedo di continuo dei link di autori ai propri libri, sicuramente mi da’ fastidio e neanche li guardo.

      E’ invece piu’ probabile che come lettore, se vedo delle recensioni positive fatte da altri lettori o da book blogger con il link per il libro, lo guardo piu’ volentieri, anzi sarei interessato.

      Ci sono poi i siti appositi dove gli scrittori promuovono i propri link, ma spesso questi sono visti da altri scrittori, non necessariamente da lettori (anche se gli scrittori sono sempre, prima di tutto, dei lettori!)

      E’ difficile trovare l’equilibrio giusto fra promozione/marketing nei social media e spam. Penso comunque che il punto 7. sarebbe piu’ facile da capire se Bookolico ci fornisse qualche esempio pratico di come applicarlo :-)

      • thedarkmaster scrive:

        Giusto Martina e comunque, quello che scrivi tu già da un senso alla distinzione che stavo facendo io. Cioè, era lì che volevo arrivare ma anche al fatto che non è spiegato bene. Ci vogliono esempi, appunto. ;)

      • bookolico scrive:

        Effettivamente potrebbe essere poco chiaro. Proviamo a spiegarci meglio. Quello che bisogna capire è che ormai, con l’arrivo e il sempre maggiore utilizzo dei social network, bisogna far conoscere se stessi, la propria “personal reputation” non più il proprio lavoro, i propri libri. Quello che bisogna fare è dare evidenza alla propria immagine, essere credibili, e il modo migliore è farsi conoscere per ciò che si è realmente! Capite che il marketing di questo tipo è tutta un’altra cosa, anzi, forse non si può più chiamare marketing… se prima era puntare tutto sul “prodotto” in questa nuova era di self publishing diventa ancora più importante puntare su se stessi, sulla propria immagine, su ciò che appare dai social e quindi su ciò che siamo.

        Noi non diciamo di non fare marketing sul “prodotto” con strumenti come Adwords o FacebookADV, affidandosi ad un professionista, o altro ancora alla portata di tutti. Diciamo che fare spam su siti, gruppi, forum ed altro non ha senso, anzi può essere controproducente (come già spiegato da Martina). Quello che bisogna fare entrando nei gruppi, nei forum, siti, blog, social network di settore è farsi conoscere… ma farlo partecipando attivamente. L’interesse per la persona e quindi per le eventuali sue opere arrivano in un secondo momento. Prima bisogna attirare la fiducia e la stima degli utenti.

        Volete un esempio? Bene, quello che sta accadendo qui in questo momento è un esempio perfetto. E’ un micro cosmo in cui sta succedendo in piccolo quello di cui stiamo parlando.

        Vedete: voi due avete fatto dell’attività su questo blog, io utente che partecipo al blog o che ci passa anche solo per caso, mi interesso all’argomento, mi interesso successivamente alla discussione, leggo i commenti delle persone (voi). Io utente so che questo è un blog per scrittori, lettori e amanti della letteratura in genere, forse voi quindi siete degli autori. Bene leggo i vostri commenti e penso: “questi due hanno fatto delle belle domande, delle interessanti osservazioni, mi piacciono”. Come utente potrei essere interessato e incuriosito a capire chi siete, magari se trovo un libro scritto da voi potrei essere incuriosito a sapere cosa dite su quel libro. Bene, io da quel momento sono un utente che vi dà la propria fiducia, se quel libro mi piace, non la perderete più!

        Per questo quando si entra in questo mondo e si vuole fare questo tipo di attività è molto importante metterci la faccia, fare in modo che sia facile per un utente approfondire la conoscenza su di voi (autori).

        Continuiamo l’esempio: io utente mi interesso a voi, mi piace quello che dite, mi metto a cercare il vostro nome in giro per la rete… se sarà difficile trovare la vostra identità (virtuale o reale) in giro per la rete avrete perso un possibile lettore. Quindi, l’identità dello scrittore e l’identità dell’autore che fa questo tipo di attività di marketing trasversale e personale devono essere ben allineate, riconoscibili, riconducibili ad un’unica persona facilmente ricordabile (per nome e immagine).

        Siamo stati più chiari ora? Vi preghiamo di fare altre domande se curiosi di sapere altro, le discussioni interessanti nascono così! :)

      • Martina scrive:

        Grazie Bookolico, un’ottima spiegazione. C’e’ cosi’ tanto da imparare in questo mondo del self-publishing. Come autori dobbiamo acquisire un po’ di credibilita’ e guadagnarci la fiducia dei lettori e colleghi. Il percorso e’ lungo e tortuoso, ma proprio per questo e’ una sfida interessante.

  • antonellariccio scrive:

    ottimi consigli,personalmente credo che siano tutti e 7 difficili da gestire, ma mi piace pensare che siamo una squadra e non in competizione, con perseveranza e pazienza qualcosa succederà :-)

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