Bookolico e Amazon portano lo streaming eBook in Italia

13/10/2014 § 3 commenti

amazonbookolico

Come ormai tanti di voi sapranno, Bookolico da mesi persegue un sogno: il lancio dello streaming di eBook in Italia, facendolo partire proprio dall’Italia e in modo del tutto originale.

Sono passati pochi giorni da quando, il primo Ottobre, il test del nostro servizio è partito, come un esperimento, il culmine di mesi di lavoro di un gruppo di ragazzi italiani, il culmine di mesi di contatti e studi con tanti dei nostri utenti per creare un sistema a misura del lettore.

Oggi vogliamo condividere, con tutti quelli che non avranno la possibilità di partecipare al nostro primo test, due importanti novità, che solo pochi addetti ai lavori in questo momento conoscono. La prima, appunto, è che lo streaming in Italia è finalmente arrivato e a portarlo è una piccola startup italiana: Bookolico.

La seconda è che nonostante in questo momento siamo i primi e gli unici sul mercato, a breve ci sarà un altro grande arrivo: Amazon lancerà il suo servizio Kindle Unlimited anche in Italia.

L’arrivo di Kindle Unlimited è imminente e offrirà un servizio dedicato a tutti gli appassionati lettori. Amazon e Bookolico, quindi, saranno presto gli unici servizi di eBook in streaming on-demand accessibili in Italia. Ma oggi vogliamo sollevare una domanda: quale sarà l’approccio di Amazon allo streaming in Italia? Come sceglierà di gestire i contratti con gli editori il più grande player nel settore dell’editoria internazionale?

Purtroppo questo rimane un grande punto interrogativo. Di certo in passato le mosse di Amazon hanno generato grande scalpore tra gli addetti ai lavori, e oggi non è da meno, tanto da mettere in moto nell’ultimo periodo proteste di grandissimo rilievo, battaglie che raccolgono numerosi Autori, importanti Agenti Letterari, premi Nobel, o ancora, Editori.

Nell’attesa di capire se le nuove mosse del gigante “Golia” siano sostenibili per un mercato sempre più in crisi, ci mettiamo a nudo raccontandovi quello che Bookolico offre agli editori e alla catena editoriale, un modello sostenibile che crediamo possa offrire grandi vantaggi al settore nascente dell’editoria elettronica.

Ecco il nostro modello: l’Editore sceglie i libri del proprio catalogo che intende pubblicare su Bookolico; quando i libri vengono letti dagli utenti, Bookolico paga l’editore tramite un modello pay-per-view, ovvero paga ogni singola lettura (view) che viene realizzata sui libri di quell’editore. Bookolico divide tutti i guadagni (dati dagli abbonamenti mensili) con gli Editori che possono così pagare gli autori e tutta la catena editoriale. In particolare, Bookolico devolve all’editore il 70% degli incassi derivanti dagli abbonamenti, dunque più lettori ci sono, più l’editore guadagna.

Tra poco i due servizi, Bookolico e Amazon, arriveranno in Italia, e di una cosa siamo ormai certi: lo streaming on-demand del libro elettronico rappresenta, senza dubbio, il futuro dell’eBook, che oggi è ancora una piccola fetta del mercato editoriale italiano e internazionale.

Quando ci è arrivata notizia del lancio di Kindle Unlimited di Amazon in Italia, noi di Bookolico e i nostri utenti abbiamo avuto una grande conferma: adesso sappiamo che anche in Italia possono nascere idee originali, fresche, che grandi aziende come Amazon confermano essere il futuro di mercati molto interessanti e a volte in crisi come quello dell’editoria.

www.bookolico.com
Giuseppe Spezzano
@septhewolf1

Amazon lancia il suo servizio di ebook in abbonamento: Kindle Unlimited

01/08/2014 § 1 Commento

E adesso che anche Amazon ha iniziato a sperimentarlo, possiamo, forse definitivamente, dire che lo streaming on-demand è uno dei cardini su cui poggerà l’editoria di domani. Pochi giorni fa, infatti, è trapelata involontariamente sul sito del colosso di Seattle la notizia dell’imminente lancio di un servizio di ebook in abbonamento, dal nome abbastanza esplicito di Kindle Unlimited. Dopo ore di tam-tam online, la notizia è diventata ufficiale qualche giorno dopo, con il lancio del servizio: eccolo. Noi di Bookolico riflettiamo ormai da oltre un anno sulle potenzialità dello streaming per gli ebook, ma per quegli addetti ai lavori ancora scettici, Kindle Unlimited può rappresentare la conferma delle nostre previsioni sul futuro dell’editoria. Insomma, se lo fa anche Amazon, vuol dire che è una cosa seria. In realtà siamo ancora all’anno zero dello streaming on-demand per gli ebook; quello di Amazon, infatti, è solo l’inizio di una sperimentazione, più che il lancio definitivo di un nuovo modello di business. Vediamo nei dettagli in cosa consiste Kindle Unlimited.

KINDLE UNLIMITED. Le informazioni diffuse dalla stampa italiana parlano di oltre 600.000 titoli in catalogo, tra ebook e audiolibri. L’opportunità, per il lettore, è di quelle da non lasciarsi sfuggire: accedere a tutti questi libri, alla modica cifra di 9,99$ al mese. Se questo non è il paradiso di ogni lettore, poco ci manca. La stampa, però, ha spesso tralasciato alcune informazioni degne di nota. Ad esempio, di questi 600.000 libri, circa 500.000 sono auto-pubblicati. Ovviamente noi non siamo minimamente prevenuti nei confronti del selfpublishing, non è questo il punto. Il punto è che se Amazon, colosso indiscusso dell’editoria a livello planetario, decide di avviare il suo servizio di streaming a partire dal selfpublishing, forse qualcosa vorrà dire. L’ipotesi secondo noi più probabile è che persino Amazon abbia riscontrato delle difficoltà a far accettare agli editori, specie a quelli più grandi, l’idea di distribuire i propri ebook in abbonamento, come avviene ormai da anni con la musica e i film. Le cause di questa resistenza da parte degli editori sono molteplici; eccone alcune: 1) insicurezza sui ricavi generati dallo streaming rispetto alla vendita tradizionale del libro; 2) timore che i lettori, una volta conosciuto il modello dell’abbonamento, smettano di acquistare i libri; 3) questioni legali inerenti i contratti tra l’editore e i propri autori (dal momento che la maggior parte dei contratti in essere non prevede la distribuzione in streaming delle opere). Amazon, dunque, avrebbe aggirato questi problemi, lanciando il proprio servizio con i titoli, per lo più auto-pubblicati (per i quali è molto più facile acquisire i diritti per la distribuzione), del programma KDP Select. Questo programma concede ai propri membri alcuni privilegi, come ad esempio maggiori guadagni sulle vendite, ma impone alcune restrizioni, come la concessione dell’esclusiva ad Amazon dei diritti sulla distribuzione dell’opera, per 90 giorni dal momento della pubblicazione. E per decidere come retribuire autori ed editori, Amazon non ha studiato un business model pensato appositamente per lo streaming; ha piuttosto adottato il modello del programma KOLL: le revenue di ciascun autore non dipendono dagli incassi degli abbonamenti, ma da un fondo globale gestito da Amazon, che per l’occasione è stato aumentato da 1,2 a 2 milioni di dollari. Ciascun autore o editore viene retribuito solo nel caso in cui il proprio libro venga letto oltre il 10% della sua lunghezza. In tal caso, Amazon conteggia tutte le letture di un libro e le confronta con le letture totali realizzate sull’intero catalogo: “ad esempio, se il fondo globale mensile ammonta a €1.000.000, tutti i libri del programma KDP sono stati letti 300.000 volte e il tuo libro è stato letto 1.500 volte, guadagnerai lo 0,5% (1.500/300.000 = 0,5” (fonte). L’idea di un fondo comune da cui attingere le revenue è, a parer nostro, abbastanza limitante per autori ed editori. La cifra spettante all’autore/editore, infatti, non dipende dagli incassi totali del servizio, ma da un fondo creato e gestito a proprio piacimento da Amazon. Detto in altri termini, Amazon ha la possibilità di manipolare il fondo continuamente in base alle proprie esigenze, non certo in base a quelle di autori ed editori. Come fa notare un selfpublished, sembra che Amazon abbia spesso modificato il proprio fondo, in modo da retribuire ciascun autore 2$ per copia letta (NB: letta da persone diverse, non dalla stessa persona. Se lo stesso utente legge più volte un libro, conta per uno).

LE SFIDE DELLO STREAMING DEGLI EBOOK. Approfondendo il modello di Kindle Unlimited, quindi, emerge come Amazon abbia semplicemente avviato una sperimentazione sullo streaming on-demand: non ha ancora coinvolto nessuna delle Big Five, ovvero le cinque più grandi case editrici americane, ma ha inserito in catalogo per lo più titoli selfpublished (prendendoli da un altro suo servizio). Possiamo azzardarci a sostenere che neanche Amazon, almeno per il momento, ha trovato soluzione ai problemi elencati più sopra. Le sfide che i fautori dello streaming degli ebook si trovano ad affrontare sono ancora aperte e, forse, possono essere riassunte in un’unica grande sfida: creare il modello di business più soddisfacente per gli editori. Senza di questo, gli editori, specie i più grandi, continueranno a temere ed evitare lo streaming, vedendolo come una minaccia, piuttosto che un’opportunità.

 

Marco Cardillo
@marccardillo

Bookolico, il primo servizio di ebook in streaming on-demand in Italia

10/06/2014 § 8 commenti

E’ passato ormai un po’ di tempo dal lancio della nostra landing page; in molti avete manifestato interesse, iscrivendovi alla newsletter e chiedendoci info aggiuntive. Adesso è arrivato il momento di svelare nuovi dettagli sul servizio che stiamo per lanciare. 

Bookolico è un’app mobile per la lettura di libri in streaming on-demand. Come funziona? E’ molto semplice: paghi un abbonamento mensile, e puoi leggere tutti i libri del nostro catalogo. Niente più problemi di costi e tempo: con Bookolico, avrai tutti i libri sempre a disposizione, non dovrai scaricarli sul tuo device, non dovrai acquistarli singolarmente. Sono lì per te. Potrai saltare da un titolo all’altro, potrai leggere tanti libri in contemporanea, anche offline; potrai, insomma, avere una libreria sempre a tua disposizione, senza limiti.

Ma quello che vogliamo offrirti non si limita a questo. Sull’app, infatti, potrai condividere le letture con gli amici, votare e commentare i libri, creare librerie personalizzate, seguire l’attività degli autori e dei tuoi editori preferiti. Vogliamo che Bookolico diventi la casa di ogni lettore, anche la tua.

L’app sarà lanciata prossimamente; in questo periodo, stiamo accrescendo il catalogo coinvolgendo il maggior numero di editori, per offrirti un’ampia possibilità di scelta. Nel frattempo, seguici su Facebook e Twitter, per restare aggiornato su tutte le novità… e iscriviti alla landing page, se non l’hai ancora fatto!

Chiudiamo questo giro di aggiornamenti, segnalandoti un articolo de La Stampa che parla di noi, scritto in occasione del Salone del Libro di Torino, in cui abbiamo presentato il progetto: http://bit.ly/1j5Qsz8. Se poi ci cerchi su Google, troverai altro materiale, come articoli e interviste.

Bene, per ora è tutto. Ti terremo aggiornato sugli sviluppi di Bookolico.

Un saluto da parte di tutto lo staff😉

Il team di Bookolico

#ilSaloneCheVorrei

05/05/2014 § Lascia un commento

Il Salone del Libro di Torino è un evento che non ha bisogno di presentazioni: qualunque appassionato di libri o addetto ai lavori c’è stato almeno una volta, o ha comunque in progetto di andarci.

Anche quest’anno, come tutti gli altri anni, il programma del Salone è ricco di eventi interessanti: incontri, presentazioni, celebrazioni e chi più ne ha, più ne metta.

Ma il Salone del Libro è, prima di tutto, il Paradiso del lettore, un regno incantato in cui immergersi e liberare la propria passione.

Per questo motivo, abbiamo pensato di rendere, se possibile, quest’evento ancora più magico, stimolando la fantasia di tutti noi amanti dei libri.

L’idea è quella di lanciare l’hashtag #ilSalonecheVorrei. Le regole del gioco sono molto semplici e flessibili: chiunque, anche chi non è fisicamente presente al Salone, può esprimere i suoi desideri, pensieri, omaggi, richieste o qualunque altra cosa scaturisca dalla sua fantasia. Hai presente il film Midnight in Paris, di Woody Allen? Nel film, il protagonista è uno scrittore alle prime armi che, passando alcuni giorni a Parigi, si ritrova catapultato in un mondo che non esiste più, a contatto con Hemingway, Dalì, Fitzgerald, Picasso e molti altri.

L’obiettivo de #ilSalonecheVorrei è proprio questo: creare un mondo immaginario e fantastico, in cui veder realizzati almeno per gioco, i nostri sogni di lettori.

E così #ilSalonecheVorrei può farci immaginare conferenze impossibili, con la presenza di scrittori che in realtà non potranno essere al Salone (magari perché morti da tempo). Oppure, può farci sognare d’aver ricevuto un autografo dal nostro scrittore preferito; o può farci ridere immaginando che Dante sia al Salone per presentare l’ultimo libro di Moccia, o che Machiavelli presieda una conferenza per parlare della situazione politica italiana. Puoi persino immaginare di fare la tweet-cronaca di un evento che in realtà non esiste!

In un mondo fantastico, tutto è possibile: quel che ci fa ridere, che ci fa sognare, che ci fa sperare, che ci fa commuovere, che ci fa riflettere…

Non esistono limiti… libera la tua fantasia, e crea assieme a noi #IlSalonecheVorrei!

Libera la tua passione. Leggi senza limiti.

03/04/2014 § Lascia un commento

bookolico

Fin dalla sua nascita, Bookolico si è posta una missione: l’innovazione nel mondo dell’editoria.
Oggi più che mai l’editoria affronta dei cambiamenti epocali. Uno su tutti: la digitalizzazione del libro.
Abbiamo sempre pensato che l’editoria digitale non consista semplicemente nel creare un ebook.
I cambiamenti in corso, infatti, non si riducono alla nascita di nuovi formati e di nuovi dispositivi di lettura elettronici. Non cambia solo il libro… cambiano anche i lettori.
Nel mondo di oggi, ascoltiamo la musica in modo diverso rispetto a dieci anni fa. Guardiamo i film e i video in modo diverso rispetto a dieci anni fa. Viviamo in modo diverso rispetto a dieci anni fa.
Anche la lettura, la nostra grande passione, è in trasformazione.

Noi di Bookolico vogliamo essere tra i primi ad esplorare nuove modalità di lettura. Siamo degli esploratori, delle persone curiose che non si fermano mai, che continuano a ricercare soluzioni sempre nuove.
A breve, ti presenteremo il servizio cui stiamo lavorando assiduamente da diversi mesi: una piattaforma per la lettura di tutti i libri che desideri. Preferiamo non anticipare altro: vai sul nostro sito www.bookolico.com e richiedi il tuo invito privato. Appena la piattaforma sarà online, sarai il primo a poterla provare.

Nel frattempo, seguici sulle nostre pagine Facebook e Twitter, e sul nostro blog, per rimanere aggiornato sulle novità.

E come sempre… buona lettura su Bookolico!

Lo staff di Bookolico

Mondadori e aNobii: alcune riflessioni

18/03/2014 § Lascia un commento

Lo scorso 11 Marzo, una notizia ha scosso il mondo dell’editoria: l’acquisizione di aNobii da parte del Gruppo Mondadori.

Alcuni hanno reagito alla notizia in maniera entusiastica, stupendosi addirittura che una mossa commerciale del genere sia avvenuta solo nel 2014. Altri, invece, hanno assunto un atteggiamento più critico, temendo che aNobii possa adesso diventare una sorta di e-commerce di libri o, ancora peggio, possa perdere la propria purezza, con recensioni pilotate dal gruppo editoriale per convincere ad acquistare i propri libri.

A distanza di una settimana, intendiamo anche noi di Bookolico esprimere il nostro punto di vista.
Prima, però, è doveroso ripercorrere in breve la storia di aNobii, casomai ti fossi perso le puntate precedenti.

aNobii.
aNobii viene fondata nel 2006 da Greg Sung, ad Hong Kong.
Si tratta di un social network interamente dedicato ai libri: gli utenti possono creare delle librerie personalizzate, interagire con altri lettori, dare e ricevere consigli letterari, partecipare a gruppi tematici e molto altro ancora. Insomma, è il rifugio ideale per tutti gli amanti della lettura.
Non a caso, il nome aNobii deriva dal latino anobium punctatum che, oltre ad essere il tarlo della carta, è l’espressione con cui gli inglesi denotano i lettori accaniti, un po’ come dire “topo di biblioteca”.
Nel 2010, aNobii viene acquisita da una startup inglese, finanziata dal gruppo HMV e da tre grandi case editrici: Harper Collins, Penguin e Random House.
Nel 2012 la britannica Sainsbury’s, una catena di supermercati, diventa il nuovo proprietario di aNobii.
Infine, l’11 Marzo del 2014, Mondadori annuncia l’acquisizione del social network con questo tweet:

 

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Oggi aNobii è diffuso in circa 20 paesi, contando 1 milione di utenti. Sembrerà strano, ma l’Italia è il paese che più di tutti contribuisce alla vita della community, con oltre 300mila utenti italiani registrati.

Paure e opportunità.
Alcuni anobiani hanno manifestato diversi timori al momento dell’annuncio di Mondadori.
In particolare, ci sono due grandi paure: la prima è che aNobii possa trasformarsi in un sito di e-commerce, usato da Mondadori per vendere i propri libri. Il mercato dell’editoria su Internet, infatti, in Italia stenta a decollare, soprattutto per quanto riguarda la vendita degli ebook. aNobii, quindi, potrebbe diventare un sistema efficace per rivolgersi direttamente ai lettori internauti.
Questa cosa in realtà è già successa, in seguito all’acquisizione del 2010 da parte dei tre grandi colossi editoriali e, successivamente, con l’acquisizione di Sainsbury’s. I risultati, però, non sono stati positivi: gli utenti vogliono vivere aNobii come una piattaforma social, non come un sito di vendita.
Da parte nostra, non pensiamo che lo scopo di Mondadori sia vendere libri attraverso aNobii, sia perché sarebbe poco furbo ripetere l’errore già commesso da Penguin, Random House e Harper Collins; sia perché le potenzialità del social network non stanno certo nella vendita, come vedremo più avanti.
La seconda grande paura è che Mondadori possa usare la piattaforma in maniera subdola, a fini di marketing: ad esempio, le recensioni potrebbero diventare pilotate, favorendo i libri del Gruppo. In questo modo, aNobii non sarebbe più un vero social network, ma una grande televendita.
Di fronte a questi timori, Mondadori ha deciso di rassicurare tutti attraverso le parole di Edoardo Brugnatelli, responsabile del progetto: “La piattaforma non diventerà un supermercato. Non l’abbiamo acquistata per farla a pezzi. Manterremo gli stessi termini d’iscrizione, non ci saranno recensioni pilotate né pubblicità. Una community più è libera, più ha valore”.
Dobbiamo credergli? Noi pensiamo di sì!

I lettori al centro.
Ma se non è per i motivi citati sopra, allora perché Mondadori ha acquistato aNobii?
Noi riteniamo semplicemente che Mondadori stia imboccando, prima di tanti altri, la strada che conduce alla nuova editoria. Si tratta dell’editoria del Web 2.0, cioè dell’interazione dei social network, dei blog, dei forum, delle chat ecc.
Il modello editoriale tradizionale, legato alla produzione di un libro e alla sua vendita, verrà gradualmente superato da modelli nuovi, più articolati, in cui, come sottolinea Ernesto Mauri, amministratore delegato del Gruppo Mondadori, avremo i lettori al centro.
Nella nuova editoria, infatti, non avremo più barriere tra domanda e offerta, tra lettore e casa editrice. Ci sarà piuttosto un’interazione continua tra le parti: “una piattaforma per ascoltare i lettori è fondamentale per la crescita del digitale nei libri e per la costruzione della casa editrice del futuro”.
Il vero valore di aNobii, quindi, non consiste nella vendita di libri agli utenti, ma nella community, cioè nella conoscenza dei gusti dei lettori e delle loro esigenze. La costruzione della casa editrice del futuro, di cui parla Mauri, è in realtà una co-costruzione tra casa editrice e lettori.
Gli anobiani, insomma, possono stare tranquilli: nessuno vuole convincerli a comprare un libro piuttosto che un altro; semmai, c’è finalmente qualcuno disposto ad ascoltarli.
La mossa di Mondadori rappresenta una novità nel panorama italiano, ma non in quello internazionale, dal momento che, esattamente un anno fa, Amazon investiva 150 milioni di dollari per acquistare Goodreads, il più grande social network (sui libri) del mondo.
E ci sono buoni motivi per pensare che Amazon abbia le idee chiare su quale sarà l’editoria del futuro!

E tu, che opinione hai sulla vicenda? Sei tra i timorosi, o condividi le nostre previsioni?

Marco Cardillo
@marccardillo

Lo Spotify degli Ebook

05/03/2014 § 1 Commento

Ormai l’editoria digitale non ha più freni, continua a proseguire per la sua strada e bruciare tappe, costruendosi opportunità per il futuro e favorendo così la sua preservazione nel domani.

Oggi, infatti, parliamo di Ebook in streaming: abbiamo l’esempio lampante con il famoso Spotify, lo streaming di musica gratis a pagamento, dove si può ascoltare tutta la musica gratuitamente, pagando però un contributo mensile. Una sorta di biblioteca digitale per la musica.

Gli Stati Uniti decidono di trasferire questa idea sull’editoria digitale applicando il metodo agli ebook. Lo streaming dei libri funzionerebbe più o meno allo stesso modo: l’utente pagherebbe un canone mensile al fornitore del servizio ed all’interno di quel lasso di tempo prestabilito, leggerebbe tutti i libri che vuole fra quelli inclusi nel catalogo del fornitore stesso. Nel momento in cui il canone mensile viene meno ed il pagamento cessa, tuttavia, l’utente perde il diritto a quei libri che non saranno più consultabili.

Lo streaming degli ebook sarebbe un allargamento di questo concetto e funzionerebbe come quello della musica o dei film: sarebbe possibile accedere a un contenuto, leggerlo sul proprio dispositivo e poi passare a un altro scegliendolo tra migliaia di titoli di editori aderenti al servizio operato, probabilmente, da una piattaforma specializzata.
In realtà esiste già qualcosa di simile nell’esperienza della distribuzione libraria tradizionale. Per un canone annuale o mensile il lettore può scegliere di ricevere a casa propria un certo numero di libri, selezionati da curatori molto attenti a bilanciare i gusti dei lettori.

Chi ha sottoscritto un abbonamento Amazon Prime negli Stati Uniti dispone di qualcosa di simile. Si chiama Kindle Owners’ Lending Library for Amazon Prime Members e permette di leggere un ebook al mese scegliendolo tra qualche migliaio di titoli senza costi aggiuntivi al canone “prime” che copre i costi di spedizione. Il servizio di Amazon offre anche titoli best-seller ma il grosso è costituito da titoli di autori autopubblicati.

Un altro servizio di streaming, molto verticale, è Safari Books Online che offre testi destinati agli sviluppatori, una nicchia alla quale gli editori guardano con poca preoccupazione proprio perché l’utenza è elitaria e interessata a contenuti che hanno un rapido invecchiamento.

Questo modello si sta sviluppando anche per altre nicchie come i testi destinati alla scuola o ai bambini di cui è un esempio il Disney Digital Books.

L’esperienza di Safari Books Online offre anche un modello relazionale condiviso tra piattaforma di distribuzione ed editore che è basato sul principio del “pay-per-performance” che è un modello metrico per suddividere i ricavi tra il tenutario del diritto d’autore e il distributore. I soldi aumentano ogni qual volta il libro viene consultato.

Insomma soprattutto negli Usa, le pratiche per uno streaming sugli ebook sono già in evoluzione e in perfezionamento, un’altra piccola rivoluzione a favore dell’editoria digitale che trasformerà ancora una volta il nostro modo di approcciarci alla lettura.

In Italia c’è un dibattito a tal riguardo ma che non ha ancora trovato una soluzione.

Cosa ne pensate? Utilizzate Spotify? L’idea di averne uno per i vostri ebook vi piace?

Fonte: PianetaEbook e EbookExtra

Isabel Rosanova

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